sabato 5 giugno 2010

Detenzione e Meditazione

Cari amici, vi mando in visione questa bozza di richiesta di convegno per la presentazione di un progetto denominato "DETENZIONE E MEDITAZIONE", presentata a suo tempo, 15 Marzo 2007, ai Garanti per i detenuti della Regione Lazio e del Comune di Roma, senza però che la cosa abbia avuto un seguito.

Non sto qui a dilungarmi sull'importanza che l'introduzione della meditazione e di altre iniziative olistiche, mirate al benessere psicofisico all'interno di strutture totali, ha ai fini del trattamento e del recupero dell'utenza.

In più di un istituto, a livello di volontariato, è stata già fatta e si sta facendo questa interessante esperienza. Lo scrivente, che attualmente lavora al Carcere di Sollicciano di Firenze, è tra quelli che, in qualità di operatore olistico trainer e di praticante, da anni, di discipline orientali e di meditazione, per più di due anni ha introdotto, come operatore volontario, nella C.C. di Prato questa "novità", con un miniprogetto chiamato "Ritrovarsi", nel quale vengono utilizzate meditazioni tratte dalle più svariate tradizioni e discipline in sinergia con il lavoro sui sogni, ottenendo risultati che sono andati oltre ogni più rosea aspettativa.

In allegato a questo messaggio oltre alla proposta di progetto accennata c'è anche una documentazione sui risultati ottenuti laddove la pratica di meditazione in carcere è stata avviata, oltre ovviamente al riferimento a fonti bibliografiche e a convegni fatti nel passato che trattano dell'argomento.

Come operatore che da ormai più di trent'anni lavora nel settore penitenziario, a mio parere sarebbe utile aggiungere e affiancare agli elementi trattamentali storici, anche questo nuovo elemento che consente di utilizzare il tempo e gli spazi di forzato "isolamento", di quasi "obbligo meditativo" quale è la restrizione della libertà personale, per lavorare individualmente e in gruppo alla riscoperta di una dimensione interiore la cui "ignoranza" la maggior parte delle volte induce a comportamenti devianti.

Sono convinto che i tra i destinatari di questa nota ci sono persone sensibili a questo argomento e che vorranno collaborare perché questa "idea" possa trovare accoglienza in un convegno che richiami tutti gli operatori che a vario titolo si occupano del trattamento carcerario e del mondo olistico, per porre le basi di un progetto da presentare a livello politico perché la meditazione venga inserita istituzionalmente a pieno titolo tra gli elementi del trattamento penitenziario.

Ringrazio per l'attenzione.


VEDI DOCUMENTAZIONE DEL CONVEGNO NELLA PAGINA DEL BLOG IN BASSO

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