
Per quasi tre anni abbiamo sperimentato l’iniziativa denominata “Sinergia tra l’interpretazione dei sogni e riscoperta del corpo”. Una scoperta e una scommessa, collegare le energie corporee con quella più sottile e impalpabile che governa i sogni.
Lo scopo, nemmeno tanto nascosto, era quello di unire le esperienze oniriche alle memorie emotive incarnate nella struttura corporea.
Gli incontri articolati su cadenze mensili e della durata di circa tre ore, prevedevano il seguente svolgimento: lavoro sul corpo, 1 ora; lavoro sui sogni 2 ore; chiusura con lavoro sul corpo 1 ora.
In altra sede ci si è soffermati in modo particolareggiato sullo svolgimento delle sedute e su sulle dinamiche innescate in quel contesto. Per questo rimandiamo al blog omonimo dove vengono riportati anche i resoconti degli incontri stessi.
Analoga esperienza è stata introdotto in una struttura totale avendo come utenza dei detenuti anche di questa interessante esperienza si parla nel citato blog.
La parte che non si è però riuscita a sviluppare in maniera compiuta è stata l’ultima. Quella che nelle intenzioni sperimentali doveva ricomporre l’armonia energetica del corpo, dopo la stimolazione inziale e l’aggancio alla sfera inconscia della seconda fase.
Altro elemento importante che per motivi di tempo si è utilizzato poco è stata la rappresentazione del sogno, nel senso di recitarlo e portarlo al suo sviluppo ulteriore.
E’ quanto si sta cercando di fare con i recenti incontri sperimentali, un lavoro sui sogni un po’ diverso da quello precedente, meno basato sui simboli e sulla fase interpretativa e più orientato sullo sviluppo e progressione del sogno stesso.
La nuova impostazione prevede sostanzialmente, una meditazione iniziale per attivare l’energia e mettere i partecipanti nelle condizioni di apertura e fluidità necessarie per entrare nel vivo del sogno, che viene raccontato da uno del gruppo che si offre di farlo.
Una volta esposto il sogno, gli altri fanno una serie di domande per consentire al soggetto in questione di approfondire i particolari del sogno, e entrare sempre più dentro lo spazio dello stesso.
Ad un certo punto, e qui sta la novità, il conduttore della seduta suggerisce alla persona che ha raccontato il sogno di riviverlo fisicamente, ripetendo scenicamente quello che è accaduto, entrando fisicamente nel ruolo e animando il racconto, se necessario entrando anche negli oggetti e nei personaggi che mano a mano compaiono nella rievocazione.
Lo sviluppo che ne consegue è estramente interessante, il sogno prende vita e si dipana in un crescendo di fluidità e consenquenzialità, i particolari diventano più marcati, le sensazioni prendono corpo dentro la persona singola o le persone che partecipano, perché è previsto che il narratore si avvalga dei presenti per i ruoli dei vari personaggi o oggetti che mano a mano compaiono nello sviluppo.
Accade pure che tra le persone che partecipano alla rappresentazione del sogno si innestino delle dinamiche di condivisione emotiva ed energetica, i ruoli possono essere invertiti e i personaggi diventare intercambiabili. Ad un certo punto il convolgimento è generale, entrano nella dinamica anche tutti gli altri presenti alla seduta e prende corpo un campo di condivisione nergetica all’interno del quale ognuno dei partecipanti può sondare i legami emotivi e sensoriali che sempre di più lo legano agli altri. In questo modo come in un effetto a specchio ognuno vede la parte di se presente nello spazio di condivisione e ciò consente di acquisire una maggiore consapevolezza della propria dimensione interiore, perché al contempo si è attori e registi, coinvolti e testimoni di quello che avviene e di quello che si “sente”.
Il “sentire” e l’uso del corpo sono le caratteristiche peculiari di questa sperimentazione rispetto alla precedente esperienza. Più che concentrarsi sull’attivazione del lato destro del cervello e quindi della parte intuitiva, si lavora di più sul corpo analizzando e “osservando” le sensazioni prevalentemente fisiche che si attivano “muovendosi” nel sogno, una sorta di incorporazione animistica nei personaggi e negli oggetti che compaiono.
Questa immersione totale, consente al narrante di ricostruire la dinamica che lo ha portato a sognare e a far emergere una consapevolezza maggiore dei lati nascosti e “oscuri” della propria esperienza di vita e poterli quindi osservare direttamente dal di dentro o di riflesso a seconda del ruolo giocato nella sinergia del gruppo. E comunque da testimone.
La tipoligia di sensazioni ed emozioni che si sperimentano dipendono ovviamente dalla caratteristica del sogno e del suo contenuto simbolico.
Il divenire del sogno e il suo espandersi e svilupparsi teoricamente potrebbe non avere fine, non c’è limite di tempo, perchè lo stesso pare arrestarsi, non si ha più la sensazione dello scorrere orizzontare ma di uno sviluppo a spirale che si espande, rimanendo tuttavia sempre ancorato ad un centro.
Nello specifico dell’incontro al quale ho partecipato, personalmente ho assaporato una condizione di rilassamento, allegria e gioia che è stata così intensa da rimanere viva anche nei giorni successivi, non solo, l’impressione è stata quella di avere avuto accesso ad una dimensione di se fino ad allora sconosciuta dalla quale attingere una serie di imput utilizzabili nella esperienza di vita, una sorta di trasformazione destinata a durare, una conoscenza acquisita non più alienabile e che spinge a ricercare e sperimentare ancora.